La formazione: ancora mal vista e poco accettata

La formazione è purtroppo a volte percepita come un obbligo, ma soprattutto un costo da parte delle imprese.

In quali casi questo è vero? Generalmente questo accade nei casi in cui il percorso formativo non nasce da esigenze dell’impresa ma semplicemente dal doversi adeguare a novità e obblighi normativi. Ed è qui che casca l’asino.

Un imprenditore che non ha predeterminato a priori quali saranno i percorsi formativi del proprio organico ha sicuramente perso di vista un aspetto importante della propria impresa. Infatti la formazione periodica si rende indispensabile nelle imprese che intendono raggiungere i loro traguardi e non semplicemente sopravvivere.

Le imprese difficilmente raggiungono un equilibrio delle procedure interne e dei processi produttivi: questo perché sempre più si rende necessario sapersi aggiornare e processare il lavoro in maniera più efficiente.

A volte la formazione viene resa obbligatoria a livello normativo per tutelare i consumatori, come nel caso del recente regolamento GDPR 679/2016, entrato in vigore solo a metà 2018.

Questo regolamente nasce in ritardo rispetto agli USA dove figure come i Data Protection Officers esistono già dagli anni ’70 ed è una ferma risposta agli abusi a cui per anni venivano sottoposti i cittadini.

Quante aziende ancora non si sono preoccupate della privacy?
Voi siete tra questi?

Giacomo Arru

Sono un DPO certificato o RDP - Responsabile della Protezione dei Dati, e in qualità di consulente esterno in materia di protezione dei dati lavoro per enti pubblici e società private che processano i dati sensibili su larga scala.

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